«“E come clivo in acqua di suo imo
si specchia, quasi per vedersi adorno,
quando è nel verde e ne’ fioretti opimo,
sì, soprastando al lume intorno intorno,
vidi specchiarsi in più di mille soglie
quanto di noi lassù fatto ha ritorno.
E se l’infimo grado in sé raccoglie
sì grande lume, quanta è la larghezza
di questa rosa ne l’estreme foglie!”»
Canto XXX del Paradiso, vv. 38-45